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La mia anima

Il nuovo libro di Santa Fizzarotti Selvaggi.

di Vittorio Polito - È e non è una biografia questo nuovo, inerme libro di Santa Fizzarotti Selvaggi: un libro bianco,

come la copertina, ma con desideri sogni visioni rosso sangue, perché c’è dentro la vita come l’ha desiderata, sognata e vista e come spera e desidera di continuarla a vivere per lungo tempo ancora e già ci anticipa, in ultima pagina, che ci farà di nuovo partecipi...

Santa Fizzarotti Selvaggi ci prende per mano e ci porta dentro l’anima. Ci porta senza fretta, senza ansia, perché lì, dentro l’anima, l’orologio non serve, non c’è più il tempo lineare, ma quello circolare, dei calendari delle gioie e dei dolori, dei miti e della letteratura, delle riflessioni, dei ricordi, delle nostalgie e dei progetti. ‘La mia Anima’ è biografia dolce, amorosa.
Il fascino del libro sta a centro pagina ma anche negli angoli più riposti. L’incanto del testo - come ha osservato Francesco De Martino - sta negli occhi e nelle vedute. È una biografia vedutista. Le descrizioni sono “rapimenti” di un’anima rapita. La seduzione sta nelle innumerevoli appassionate descrizioni delle piccole e grandi cose: la sciarpa-velo delle stagioni che si alternano; il canto del vento e delle onde del mare di Creta; l’austerità del palazzo Fizzarotti pur tanto bello da sembrare incantato; la malia del teatro Petruzzelli; la leggiadria del giardino odoroso nel quale è leopardianamente dolce smarrirsi.
Ancora un fascino, rigoglioso e rigoroso al tempo stesso, ritroviamo nei ritratti e ‘ritrattini’ di familiari, persone semplici ed eroi d’altri tempi, fra i quali giganteggia Aldo Moro, al primo anno di Giurisprudenza in quell’Università che un giorno avrebbe preso da lui un nuovo e più degno nome. Nella Bari degli anni Trenta Aldo Moro non passava inosservato. Una Vita è sempre vita di ieri e di oggi. Ma in questa di Santa Fizzarotti Selvaggi c’è anche un sogno del “domani” che fa continuamente capolino.